Lavoro

Corsi di laurea: ecco quelli con più disoccupati

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Giulia De Sanctis

Non tutte i corsi di laurea sono garanzia di occupazione. Ecco quali sono quelli con il maggior numero di disoccupati

Trovare lavoro con una laurea è sicuramente più semplice rispetto a chi possiede solo un diploma o un titolo di terza media. Tuttavia, il rischio di rimanere disoccupati esiste, e in alcune università è più alto rispetto ad altre.

Va notato che il numero di disoccupati laureati è molto basso: secondo una recente nota Istat, nel 2022 il tasso di occupazione dei laureati ha raggiunto l’83,4%, con solo il 16,6% ancora in cerca di lavoro.

Questo è un netto miglioramento rispetto a chi ha solo la licenza media, che ha un tasso di occupazione del 53,3%. Anche i diplomati hanno maggiori possibilità di trovare lavoro, con un tasso di occupazione del 72,3%.

Per rispondere alla domanda su quali sono i laureati con il maggior rischio di rimanere disoccupati, Almalaurea ha condotto la sua indagine annuale. Questa analisi esamina le caratteristiche e le performance dei laureati per rispondere a domande importanti, come quali facoltà offrono le migliori garanzie di occupazione.

Quali sono i corsi di laurea con più disoccupati?

Come abbiamo già avuto modo di approfondire in altri articoli, ci sono settori dove c’è una maggiore richiesta di forza lavoro rispetto ad altri, specialmente in quelli che necessitano di competenze tecniche altamente qualificate.

È ovvio, quindi, che questo aspetto si riveda anche nella classifica delle lauree con più occupati – o disoccupati, a seconda del verso da cui la si guarda – con le università che sono nell’ambito tecnologico che sono quelle che offrono più possibilità di trovare lavoro.

Non tutti i corsi di laurea sono uguali: ecco quali generano più disoccupati | Unsplash @Elisaveta Bunduche – informagiovanirieti

 

Nel dettaglio, le statistiche di Almalaurea riferiscono al quinquennio 2017-2021 e prendono in esame tanto le lauree di primo che di secondo livello. Quel che è interessante, inoltre, è che viene analizzato il tasso di occupazione a uno e cinque anni dalla laurea.

Come anticipato, sono i laureati nell’ambito delle tecnologie informatiche a garantire una maggiore certezza di impiego. Basti pensare che dei laureati in Ingegneria industriale e della formazione appena il 2% è disoccupato a 5 anni dalla laurea, persino l’1% per i laureati in Informatica e tecnologie ICT.

Sono invece le facoltà umanistiche a prevedere il maggior numero di disoccupati, dove il primo anno dalla laurea poco più della metà ha già trovato lavoro mentre a 5 anni il 17,3% è ancora privo di un impiego. Fa peggio il settore dell’Arte e del design, con un 23,3% senza lavoro dopo 5 anni dalla laurea.

Percentuali elevate di disoccupati a 5 anni dalla laurea li troviamo anche in ambito psicologico (17,5%), scienze motorie e sportive (15,1%) e agrario forestale e veterinario (14%).

La situazione ovviamente migliora per le lauree di secondo livello, per quanto le facoltà con più disoccupati restino comunque le stesse, premiando i laureati in ingegneriainformatica e architettura, svantaggiando invece chi ha preferito l’arte, l’ambito letterario e quello psicologico.

E attenzione anche a quella che è una laurea che negli anni scorsi era vista come sinonimo di occupazione ma che di recente è invece scivolata nelle posizioni più basse, quelle con il maggior numero di disoccupati. Ci riferiamo a giurisprudenza, dove anche con una laurea di secondo livello c’è un tasso di disoccupazione del 42,6% nel primo anno, che si riduce al 16,9% a 5 anni dalla laurea.

Giulia De Sanctis

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