Un peso che grava su molte famiglie è l’affitto degli studenti fuori sede, una voce di spesa spesso difficile da sostenere. Eppure, nel modello 730 del 2026, c’è una chance reale per tagliare le tasse proprio grazie a queste spese. Non si tratta di un escamotage, ma di un beneficio previsto dalla legge: basta sapere come muoversi per non lasciarselo sfuggire. Qualche euro in meno da pagare può fare una grande differenza, soprattutto quando il bilancio è stretto.
Il fisco italiano riconosce agli studenti universitari che studiano fuori dalla loro città di residenza la possibilità di detrarre una parte dell’affitto pagato. In pratica, se vivi e studi lontano da casa, puoi ridurre una quota dell’Irpef dovuta. La legge permette una detrazione del 19% sulle spese d’affitto che vanno da un minimo di 633 euro fino a un massimo di 2.633 euro all’anno. Tradotto in soldoni, significa recuperare fino a circa 500 euro ogni anno sui canoni versati.
Per ottenere questa detrazione, è necessario che l’immobile sia l’abitazione principale durante gli anni di studio e che il contratto d’affitto sia regolarmente registrato. Solo se il contratto è intestato allo studente o all’università si può chiedere lo sconto fiscale. Nel modello 730/2026, questa spesa va indicata nel rigo dedicato agli oneri detraibili. Chi compila da solo online o si rivolge al CAF deve conservare ricevute e contratto come prova delle spese sostenute.
Non basta essere uno studente fuori sede per avere diritto alla detrazione. Ci sono condizioni precise da rispettare. Innanzitutto, lo studente deve essere iscritto a un corso universitario riconosciuto, pubblico o privato. Inoltre, deve aver spostato la propria residenza nella città dove si trova l’alloggio, diversa da quella della famiglia di origine.
La detrazione riguarda solo gli affitti di case che distano più di 100 km dal comune di residenza originario e si trovano in una regione diversa. Per esempio, uno studente di Milano che affitta a Roma può godere dell’agevolazione, mentre uno studente che si trasferisce da Pavia a un’altra città lombarda no.
Il tetto massimo di spesa è 2.633 euro: oltre questa cifra non si può detrarre nulla, anche se l’affitto è più alto. Inoltre, le spese devono essere effettivamente pagate nell’anno d’imposta, e vanno documentate con bonifici, ricevute o altri metodi tracciabili.
Per ottenere la detrazione è importante compilare bene il modello 730. Nel quadro E, dedicato a redditi e oneri detraibili, c’è uno spazio apposito per le spese d’affitto degli studenti fuori sede. Qui va indicato l’importo totale pagato, rispettando i limiti di legge.
I documenti non vanno allegati materialmente al modello, ma devono essere conservati in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate. Chi si affida al CAF o a un professionista riceve assistenza per inserire correttamente i dati. Chi invece fa da sé deve fare attenzione a codici e righi, perché errori potrebbero far perdere la detrazione o portare a sanzioni.
Se si commettono errori o si dimenticano dati, si può sempre presentare una dichiarazione integrativa entro i termini previsti. Ma è meglio evitare e fare tutto con cura fin da subito.
Questa detrazione non aiuta solo gli studenti, ma anche le famiglie che devono sostenere spese importanti per l’istruzione dei figli lontano da casa. Ridurre l’Irpef grazie all’affitto è un modo concreto per alleggerire la pressione economica e rendere meno difficile la scelta di trasferirsi per studiare.
Negli ultimi anni, il governo ha mantenuto e in alcuni casi rafforzato queste agevolazioni per favorire la mobilità studentesca e l’accesso all’università anche da regioni meno servite. Chi ne beneficia entra in un sistema di politiche pubbliche pensate per migliorare la qualità della vita e l’inclusione sociale attraverso l’istruzione.
In più, questa detrazione si può combinare con altri sconti fiscali per studenti e famiglie, come quelli su trasporti o libri di testo. Un insieme di agevolazioni che offre un sostegno concreto a chi studia lontano, spesso lontano anche dall’aiuto diretto della famiglia.
Pagare meno tasse grazie all’affitto universitario è una possibilità reale, con regole chiare che possono alleggerire il percorso fuori sede nel 2026. Orientarsi tra norme e procedure non è sempre facile, ma il risparmio è alla portata di chi sa come muoversi.
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