Il conto alla rovescia è partito: il 1° giugno scade il termine per versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del primo trimestre 2026. Chi non si muove entro quella data rischia sanzioni e interessi, una battuta d’arresto che nessuno vuole. A interessare sono soprattutto quei contribuenti che, secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate, devono mettersi in regola con questo pagamento. Verificare l’importo dovuto e conoscere le modalità di pagamento diventa quindi fondamentale, per evitare spiacevoli sorprese.
Il bollo si applica alle fatture elettroniche senza IVA, quelle cioè non soggette o esenti dall’imposta sul valore aggiunto. Parliamo principalmente di professionisti, aziende e soggetti in regime forfettario o speciale che hanno emesso fatture nel primo trimestre 2026 con obbligo di apporre il bollo. L’Agenzia delle Entrate precisa che il pagamento scatta solo se, sommando tutte le fatture elettroniche del trimestre, l’imposta supera i 250 euro.
In pratica, se un’impresa ha emesso fatture senza IVA e con il bollo, deve procedere al pagamento. Chi invece ha emesso solo fatture con IVA non deve preoccuparsi. Lo stesso vale per i contribuenti minimi o in regime di vantaggio, che sono esonerati se non superano la soglia di 250 euro. Il consiglio è quindi di controllare bene quali fatture sono state emesse e quanto bollo è stato applicato, per capire se si rientra nell’obbligo.
Per sapere quanto si deve versare entro il 1° giugno, basta collegarsi al portale dell’Agenzia delle Entrate. Qui, nella sezione dedicata al bollo sulle fatture elettroniche, si può vedere un riepilogo di tutte le fatture soggette a imposta emesse nel trimestre. Il sistema fa i conti da solo e indica se si è superata la soglia dei 250 euro, mostrando l’importo totale da pagare.
Per accedere al servizio occorrono le credenziali Spid, Cns o Cie. Se non si è pratici con il portale, si può anche chiedere aiuto al proprio commercialista o consulente fiscale, che può preparare un prospetto chiaro. Meglio fare queste verifiche con qualche giorno di anticipo, così da organizzare il pagamento senza fretta.
Oltre al sito dell’Agenzia, molti software per la gestione della fatturazione elettronica mostrano già il totale del bollo dovuto, rendendo più semplice il calcolo e la preparazione dei dati per il versamento.
Il pagamento va fatto con il modello F24, usando il codice tributo 2501. L’Agenzia delle Entrate offre più opzioni per pagare: si può usare il servizio di home banking, andare in banca o in posta, oppure affidarsi a un intermediario abilitato come il commercialista o un caf.
È fondamentale compilare correttamente il modello, indicando il codice tributo e specificando che il pagamento riguarda il primo trimestre 2026. Errori in questa fase possono causare problemi con il fisco.
Chi non paga entro il 1° giugno rischia sanzioni e interessi, quindi è bene muoversi per tempo se l’importo supera i 250 euro. Per avere informazioni aggiornate su modalità e istruzioni, conviene consultare regolarmente il sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi a un professionista di fiducia.
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