Il sole di giugno non scalda solo le giornate, ma anche le scadenze fiscali sugli affitti. Chi ha optato per la cedolare secca si trova ora davanti al versamento dell’acconto, una tappa obbligata che non ammette distrazioni. Quest’anno, però, c’è un dettaglio nuovo che riguarda chi ha appena firmato un contratto di locazione nel 2026: chi deve versare e chi, invece, può tirare un respiro di sollievo. Il fisco cambia spesso le regole del gioco; ignorarle può costare caro. Meglio quindi avere le idee chiare, senza perdere tempo in complicazioni inutili.
Per chi ha un contratto di affitto con cedolare secca, il pagamento dell’acconto di giugno 2026 è uno dei passaggi chiave. Ricordiamo che la cedolare secca è un regime fiscale alternativo: il proprietario paga un’imposta sostitutiva sul canone, senza dover versare Irpef o addizionali comunali e regionali. L’acconto va versato in due rate, a giugno e a novembre, calcolate sul 95% dell’imposta pagata l’anno prima.
La novità del 2026 riguarda proprio chi ha iniziato a affittare quest’anno. Chi ha un contratto attivo da prima del 2026 deve fare regolarmente il versamento di giugno. Invece, chi ha firmato un nuovo contratto nel 2026 non deve pagare l’acconto in questa prima scadenza. Il motivo? L’acconto si basa sulle imposte già versate l’anno precedente: se il contratto è appena partito, non c’è nulla da anticipare.
L’esonero dall’acconto di giugno per i nuovi contratti nasce da una regola semplice, ma non sempre chiara: si paga in anticipo solo se nel 2025 si è avuto un reddito da locazione e si è versata imposta. Se non è così, non c’è debito da anticipare.
In pratica, chi ha firmato un contratto nel 2026 non ha alcuna imposta a carico riferita al 2025 e quindi può saltare il versamento di giugno. Questo però non vuol dire che non pagherà mai la cedolare secca: la prima rata arriverà a novembre, insieme al saldo, calcolata sul reddito percepito nel corso del 2026.
Per evitare errori, è importante controllare la data di inizio del contratto e il periodo fiscale di riferimento. L’esenzione vale solo se il contratto parte nel 2026 e non ci sono proroghe o accordi particolari che cambiano le scadenze.
Per versare l’acconto di giugno, chi è tenuto deve usare il modello F24 e inserire il codice tributo corretto. L’importo corrisponde al 95% dell’imposta dovuta l’anno prima, comprese eventuali maggiorazioni per sanzioni o interessi.
Il pagamento si può fare online, in banca, alle poste o nelle tabaccherie convenzionate. Fondamentale è compilare bene i dati del contribuente e dell’immobile, così da evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.
Lo Stato mette a disposizione anche servizi online: sul portale dell’Agenzia è possibile verificare la propria posizione, scaricare modelli precompilati e pagare direttamente. Rispettare la scadenza evita sanzioni e interessi per ritardi.
Chi salta il pagamento rischia di dover pagare una maggiorazione calcolata in base ai giorni di ritardo. Meglio non dimenticarsene.
Chi ha firmato un contratto nel 2026 deve tenere presente alcune cose. Prima di tutto: niente acconto a giugno. Questo significa meno uscite nella prima metà dell’anno, ma attenzione a novembre.
Entro fine anno bisogna calcolare il saldo completo della cedolare secca, considerando i mesi in cui si è percepito l’affitto. È importante conservare tutto: contratto, ricevute e eventuali aggiornamenti del canone.
La rata di novembre sarà più consistente, perché include sia il saldo dell’anno in corso sia l’acconto per l’anno successivo. Meglio organizzarsi per tempo sul piano finanziario.
Se il contratto parte a metà anno, l’imposta va calcolata solo per i mesi effettivi di locazione. La legge prevede questa flessibilità per evitare pagamenti eccessivi.
Seguire queste indicazioni aiuta a evitare errori e sanzioni, gestendo senza sorprese la cedolare secca durante tutto l’anno.
Al 90’, quando ormai tutti si preparavano al pareggio, Hadj Moussa ha trovato il colpo…
Ieri pomeriggio, il centro sportivo della Lazio ha visto un ospite inatteso varcare i suoi…
Ogni anno, la Tari si conferma un peso fisso nelle tasche delle famiglie italiane. Ma…
Ogni anno, migliaia di proprietari e inquilini si trovano davanti a un dubbio che sembra…
Due Palloni d’Oro. Pochi nomi nel calcio possono vantare un simile traguardo. Questo attaccante, che…
Se il tuo reddito annuo si aggira tra i 2.600 e i 3.000 euro lordi,…