Bonus ristrutturazioni sicurezza in casa: tutto quello che c’è da sapere nel 2024
Ogni anno, migliaia di persone finiscono in ospedale per incidenti domestici evitabili, spesso causati da cadute o situazioni pericolose in casa. Gli anziani e i bambini sono i più esposti. Per questo motivo, il governo ha introdotto un bonus ristrutturazioni pensato per chi vuole rendere l’abitazione più sicura. Si tratta di una detrazione fiscale che rimborsa parte delle spese sostenute per interventi specifici, studiati per prevenire infortuni e migliorare la sicurezza domestica. Ma quali sono i dettagli da conoscere? E quali requisiti bisogna soddisfare per usufruirne? Ecco tutto quello che serve sapere, aggiornato al 2024.
Il bonus copre una serie di lavori specifici pensati per aumentare la sicurezza negli ambienti domestici. Parliamo di interventi come l’installazione di corrimano in scale e corridoi, la posa di pavimenti antiscivolo in bagno o cucina, l’installazione di barriere protettive per scale e balconi, o l’adattamento dei bagni per facilitarne l’accesso ad anziani e disabili. Anche il rifacimento degli impianti elettrici con materiali più sicuri rientra tra le spese detraibili.
È importante sottolineare che il bonus non si applica ai lavori di manutenzione ordinaria, ma solo a quelli che migliorano strutturalmente la sicurezza della casa. Per esempio, sostituire un pavimento usurato con uno antiscivolo o montare maniglioni vicino ai sanitari. Ogni intervento deve rispettare le normative tecniche in vigore e va documentato con fatture, ricevute e certificazioni che ne attestino lo scopo di prevenzione.
La detrazione fiscale prevista è del 50% sulle spese effettivamente sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Questa somma si recupera in dieci rate annuali di pari importo, a patto che si abbiano imposte sufficienti per compensare la detrazione.
Non si possono cumulare più bonus per lo stesso tipo di intervento sullo stesso immobile, salvo che si tratti di lavori che combinano sicurezza e miglioramento energetico, per i quali la legge prevede alcune eccezioni. Per usufruire del bonus, tutte le spese devono essere tracciabili e pagate tramite bonifico parlante, nel quale vanno indicati la causale, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o il codice fiscale del professionista che ha emesso la fattura.
Ricordiamo che limiti e aliquote possono variare di anno in anno, quindi è sempre meglio consultare la normativa aggiornata e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Per accedere alla detrazione, il richiedente deve essere proprietario, usufruttuario o un familiare convivente con diritto d’uso sull’immobile. L’abitazione deve essere regolarmente accatastata e può essere sia la casa principale sia una seconda casa.
È fondamentale conservare tutte le fatture, ricevute e le prove dei pagamenti effettuati con bonifico dedicato. Se richiesti, vanno allegati anche permessi e autorizzazioni comunali. L’autocertificazione da sola non basta: l’Agenzia delle Entrate pretende documenti chiari e completi per concedere il beneficio.
Nei casi più complessi, come l’installazione di sistemi di sicurezza o il rifacimento degli impianti, può essere utile una relazione tecnica firmata da un professionista abilitato, che spieghi nel dettaglio l’intervento e come ha migliorato la sicurezza dell’abitazione.
Infine, tutte le spese devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi, utilizzando il modello 730 o Redditi PF, inserendo i codici specifici previsti per questa detrazione.
Con queste informazioni chiare e aggiornate, il bonus ristrutturazioni per la sicurezza in casa si conferma uno strumento concreto e prezioso per chi vuole proteggere la propria famiglia e risparmiare sulle spese di lavori mirati a prevenire gli infortuni domestici.
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