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Abolizione bollo auto 2027: guida completa, modelli esenti e risparmi previsti

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Redazione

Dal 2027, chi possiede un’auto o una moto con potenza contenuta potrà dire addio al bollo. Non è una cancellazione per tutti: l’esenzione riguarda solo certi veicoli, selezionati secondo criteri tecnici precisi. Questo significa risparmi concreti per qualcuno, mentre altri dovranno continuare a pagare. Tra limiti di potenza e modelli esclusi, il panorama è più articolato di quanto sembri a prima vista.

Il motore della svolta: potenza e emissioni sotto la lente

Il cuore della nuova norma è la potenza del motore. L’esenzione dal bollo scatterà per chi ha veicoli con motori fino a 80 kW, una soglia pensata per premiare mezzi più piccoli e meno inquinanti. Ma non basta: non tutti i veicoli sotto questa potenza saranno automaticamente esentati. La legge tiene conto anche delle emissioni e della tecnologia adottata. Insomma, il bollo non sparisce per tutti, ma solo per chi rispetta standard precisi sull’impatto ambientale.

Si esclude quindi chi guida auto o moto più vecchie e inquinanti, specie quelle con motori a combustione tradizionale che superano certi limiti di emissioni. Questa divisione netta serve a spingere verso una mobilità più green, lasciando fuori i modelli più datati. Inoltre, la norma riguarda auto e moto immatricolate da un certo anno in poi, e in qualche caso anche mezzi usati, purché rispettino i requisiti. Fanno eccezione camion, mezzi agricoli e altri veicoli speciali.

I modelli che non pagheranno più il bollo: cosa aspettarsi

L’elenco dei veicoli esentati sarà reso pubblico e aggiornato nel tempo. Tra questi, spiccano soprattutto auto e moto elettriche e ibride con potenza entro gli 80 kW. Entrano nella lista anche alcune city car compatte e scooter di cilindrata contenuta, sempre a patto che rispettino i limiti sulle emissioni.

Molti veicoli elettrici già noti sul mercato italiano, così come i diffusissimi scooter elettrici urbani, potrebbero rientrare in questa categoria. La scelta dei modelli si basa anche su dati concreti, come la diffusione sul territorio e l’impatto ambientale reale, valutati da enti specializzati attraverso test ufficiali.

Il Ministero dei Trasporti pubblicherà una lista ufficiale, consultabile da tutti, che indicherà chiaramente quali mezzi sono esentati. Anche concessionari e rivenditori avranno il compito di informare chi compra un veicolo, per fare scelte più consapevoli sul costo reale di gestione.

Un ruolo crescente lo giocano le motorizzazioni ibride plug-in e mild hybrid, considerate “una via di mezzo efficace per ridurre consumi ed emissioni, e quindi perfette per rientrare nei parametri richiesti.”

Quanto si risparmia con il bollo cancellato dal 2027

Il bollo è una tassa regionale, che cambia da regione a regione, ma in media pesa tra i 100 e i 250 euro l’anno per i veicoli meno potenti. Eliminare questa spesa dal 2027 significa un risparmio concreto per tanti automobilisti e motociclisti, che potranno alleggerire il bilancio familiare.

In diverse regioni, il bollo aumenta per veicoli più potenti o più vecchi, quindi il tetto di 80 kW fa doppio gioco: da un lato esenta chi guida mezzi a bassa potenza, dall’altro spinge ad acquistare veicoli più nuovi e meno inquinanti. Un incentivo che potrebbe favorire il ricambio del parco auto italiano.

Chi oggi paga intorno ai 150 euro di bollo per una city car elettrica o ibrida rientrante nei limiti, potrà evitare questa spesa a partire dal 2027, salvo cambiamenti nelle norme regionali o l’introduzione di tasse sostitutive. Questo sconto si aggiunge agli incentivi già previsti per chi compra veicoli sostenibili.

Oltre al risparmio economico, sparisce anche un po’ di burocrazia: meno controlli, meno pratiche da seguire, un vantaggio non da poco per chi gestisce flotte aziendali o mezzi professionali. Naturalmente, il beneficio si mantiene solo se i veicoli rispettano i limiti di potenza ed emissioni imposti.

Il guadagno, dunque, è doppio: si risparmia in tasca e si fa un passo avanti verso un trasporto più pulito. Resta da vedere come le singole regioni si muoveranno per adeguare la loro fiscalità in questo periodo di transizione.

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