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Sport, quali sono le coppe più strane del mondo?

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Federico Liberi

Dalla tradizionale Champions League al curioso trofeo a forma di coccodrillo, esploriamo i premi più insoliti che il mondo dello sport ha da offrire

Conquistare la vittoria nello sport è sempre un’esperienza potente, ma che dire del trofeo che deve essere sollevato in trionfo? A volte mastodontici, talvolta iconici, altre stravaganti, i premi consegnati ai vincitori in qualsiasi disciplina sportiva spesso raccontano una storia personale degna di essere tramandata. Qui proviamo a fare una panoramica che mescola sacro e profano, tra l’eleganza delle grandi orecchie della Champions e l’audacia trash di un trofeo a forma di teschio di coccodrillo. Vediamo, quindi, i trofei più particolari del mondo.

Coccodrilli, grandi orecchie e insalatiere: ecco i trofei più strani del mondo dello sport

La coppa dalle grandi orecchie: la Champions League. Iniziamo con il trofeo più rinomato e ambito nel mondo calcistico delle squadre di club. Il trofeo originale, assegnato fino alla stagione 1965/66, trova il suo posto d’onore nella bacheca del Real Madrid. Il design distintivo con manici larghi, che ricordano orecchie sporgenti, è merito del gioielliere svizzero Jörg Stadelman, ideato nel 1967. La prima creazione ha visto la luce a Berna, richiedendo un impegno di ben 340 ore di lavoro. All’epoca, il costo del trofeo si aggirava sui 10mila franchi, e la prima squadra a sollevarlo fu il Celtic Glasgow. Anche la versione precedente presentava delle “orecchie”, ma Stadelman decise di accentuare notevolmente questo tratto, conferendogli dimensioni imponenti, trasformandolo così in un’iconica coppa.

L’insalatiera: la Coppa Davis. La conosciamo bene perché proprio una settimana fa è stata sollevata trionfalmente da Sinner e compagni: la Coppa Davis è un ambito trofeo con una storia affascinante. Ideata nel 1900, prende il nome da Dwight Davis, abile doppista che studiava e si allenava ad Harvard. L’artigiano inglese Rhodes la plasmò conferendole la forma di una coppa ampia, simile a una ciotola, in voga all’epoca. I dettagli floreali che la adornano, uniti alla sua forma distintiva, hanno contribuito a guadagnare il curioso soprannome di “insalatiera”.

Foto | EPA @Jorge Zapata | Informagiovanirieti.it

Il trofeo golfistico a forma di teschio di coccodrillo. In questo saliscendi tra premiazioni, ci spostiamo dal solenne al più scherzoso. Nel mondo del golf, nello specifico nel Northern Territory Pga Championship, un trofeo poco conosciuto ha guadagnato visibilità nel tempo grazie alla sua forma peculiare. I vincitori di questo torneo, disputato tra l’Australia e la Nuova Zelanda, si portano a casa un teschio di coccodrillo a grandezza naturale, con una pallina da golf piantata tra i denti.

La Pietra della Parigi-Roubaix. Trofei di notevole peso. Ci spostiamo ora al mondo del ciclismo, concentrandoci sul riconoscimento assegnato, dal 1977, al vincitore della leggendaria corsa Parigi-Roubaix: un frammento di porfido estratto direttamente dal selciato del percorso, a ricordo delle sfide affrontate dai corridori lungo la strada. Montato su un piedistallo, si rivela tutt’altro che agevole da sollevare.

La renna della Lapponia (assolutamente vera). Non ci sono solo premi fatti di metalli leggeri. In Finlandia, hanno optato per una scelta diversa, sicuramente più impegnativa. A Levi, il comitato organizzatore degli slalom di Coppa del Mondo di sci offre in premio una renna della Lapponia, consegnata direttamente al vincitore. Un piccolo avviso: è consigliabile avere una casa con un giardino molto spazioso, neve perpetua e temperature gelide.

Il cucchiaio di legno del Sei Nazioni di rugby. L’Italrugby, purtroppo, ha alzato il “cucchiaio di legno” molte volte. Tuttavia, in tempi più recenti, sembra che la situazione stia cambiando. Questo simbolico premio, assegnato all’ultima classificata nel Sei Nazioni, riflette una tradizione antica. Originato dal Wooden Spoon consegnato nella prestigiosa università di Cambridge agli studenti con i voti più bassi.

La Coppa Rimet. Il primo trofeo assegnato ai mondiali di calcio fu concepito su un impulso, permeato da una certa megalomania, dell’avvocato francese Jules Rimet, all’epoca presidente della FIFA. La commissione fu affidata all’orafo francese Albert LaFleur, e inizialmente la coppa doveva chiamarsi Victory, in riferimento alla sua forma, che ricordava una vittoria alata composta da 1 kg e 800 grammi d’oro e argento. Tuttavia, questa denominazione durò poco, poiché nel 1946 venne ribattezzata “Coppa Rimet”: Jules voleva sentirsi protagonista.

La coppa con lo stadio sopra. Prima che il Qatar ospitasse il mondiale del 2022, nel settembre dello stesso anno, un altro trofeo è stato sollevato nello stadio Lusail, anticipando la grandiosa finale tra Argentina e Francia. Questo trofeo replicava fedelmente l’architettura dell’impianto, un mix di oro e argento con un peso di circa 4 kg, coronato dal tetto dello stadio. A contendersi la Lusail Super Cup c’erano l’Al Hilal, vincitore del campionato saudita, e lo Zamalek, trionfatore nel campionato egiziano.

Il cetriolo d’oro. Ci sono numerosi trofei piuttosto unici, su cui la loro simbologia potrebbe dar luogo a lunghe discussioni. In Spagna, spicca il “Pepino de oro”, ovvero il “Cetriolo dorato”, attribuito al vincitore del trofeo Villa de Leganés. Questa particolare scelta prende ispirazione dall’ortaggio, un simbolo distintivo della città e della squadra, che ha addirittura un cetriolo come mascotte ufficiale.

La Dama de Elche. Tra i premi calcistici più originali, e certamente imponenti, spicca il busto della dama de Elche, messo in palio nel trofeo annuale organizzato dalla squadra spagnola dell’Elche. Un trofeo tutto tranne che leggero, ma dal carattere unico. Gli ultimi ad aggiudicarselo, quasi un anno fa, sono stati gli inglesi del Leeds.

Il busto del Best Player of the Year. Oltre ai riconoscimenti di squadra di prestigio, ci sono anche premi individuali consegnati al miglior giocatore di ogni partita o del periodo. Il busto della UEFA al miglior giocatore dell’anno (decisamente particolare) trova spazio anche nella bacheca di un italiano: Jorginho.

La “stellona” del trofeo Gamper. Il tradizionale trofeo Gamper viene organizzato ogni anno al Camp Nou di Barcellona direttamente dalla società blaugrana, la quale invita una squadra per una finale secca. Per questa partita è previsto anche il premio per l’MVP, e cosa c’è di meglio di una stella veramente grande da mettere in bacheca?

Una tanica d’olio. In Africa, i premi non sono esattamente spaziali, ma piuttosto pratici. Dal Sudan spicca un trofeo davvero unico: al giocatore eletto “the man of the match” vanno i complimenti e una tanica d’olio in regalo! Sicuramente un premio più che utile.

5 GB di traffico dati. No, non avete letto male. La tendenza dei premi utili conquista anche il Sudafrica, dove il riconoscimento per il miglior giocatore della partita di campionato è sponsorizzato da una compagnia telefonica e si traduce in 5 GB di traffico dati.

Federico Liberi

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