Lavoro

Vuoi dare le dimissioni ma non ne hai il coraggio? In Giappone c’è chi lo fa al posto tuo

Published by
Alessia Barra

Licenziarsi può essere difficile. Ecco perché alcune persone in Giappone hanno ingaggiato qualcuno per farlo al loro posto

Immaginate di dover andare dal vostro capo, dopo anni di collaborazione, e dire le fatidiche parole: “Io mi licenzio”.
Per qualcuno potrebbe essere il momento più bello e liberatorio della sua vita, per altri invece queste semplici parole potrebbero costare parecchia ansia e stress.
Ecco spiegato perché in Giappone, molte persone ricorrono addirittura a pagare terze persone per dare questa gravosa comunicazione al loro posto e lavarsene le mani.

In Giappone c’è chi si licenzia al posto tuo

Secondo il Financial Times, bastano “solo” 150 euro per ingaggiare una persona che vada dal tuo capo, lo guardi negli occhi e comunichi il tuo licenziamento senza neanche bisogno che tu sia presente nella stessa stanza. 

Il momento delle dimissioni non è mai semplice – Pexels – informagiovanirieti.it

Un’uscita di scena senza stress, imbarazzo, litigate o quant’altro. Un po’ da vigliacchi? Forse, eppure sono migliaia al mese i dipendenti in Giappone che hanno scelto di lavarsene la mani e lasciare l’ingrato compito a qualcun altro.

Pare che non solo questi “attori” comunichino la tua scelta senza farti scomodare, ma si preoccupino anche di svuotare la tua scrivania al posto tuo.

Tra le agenzie che si occupano di gestire il licenziamento al posto tuo c’è Mamuri,  che significa proprio “Ne ho abbastanza” e offre una promo speciale per chi sceglie di licenziarsi due volte in 12 mesi. 

Un boom di richieste ad aprile

Siccome l’anno finanziario in Giappone comincia ad aprile, spesso i dipendenti contattano queste agenzie proprio nell’arco di questo mese, ma in realtà tutto dipende da caso a caso. Infatti, c’è chi contatta le agenzie dopo appena un giorno di lavoro. 

I dati raccolti dimostrano che solo nel mese di aprile 2024, Mamuri ha aiutato a licenziarsi la bellezza di 200 dipendenti. 

Può sembrare paradossale ma, in effetti, avere qualcuno che svolga il “lavoro sporco” al posto tuo potrebbe fare sentire molto più sollevati.

Ma perché è così difficile licenziarsi? Ci sono diversi motivi.

Perché il licenziamento fa paura?

Innanzitutto, c’è chi vive il licenziamento come un fallimento. Sapere di aver fallito provoca un senso di vergogna e di insoddisfazione, che non sempre si ha voglia di mostrare agli altri… ecco quindi che lasciare che qualcun altro gestisca la faccenda diventa improvvisamente un sollievo.

Un altro motivo è la paura del giudizio negativo da parte del capo o di una possibile reazione da parte sua: è molto meglio lasciare che qualcun altro subisca il suo eventuale disappunto.

Infine, per chi ha vissuto in modo complicato la propria vita lavorativa potrebbe portare addirittura il timore. Chi ha subito mobbing sul posto di lavoro potrebbe provare un senso di insicurezza e timore nel comunicare la propria decisione al capo, e quindi ricorrere all’aiuto di una terza persona.

Il modo migliore per dire: “Mi licenzio”

Licenziarsi di persona è sempre una buona cosa. Infatti, è indice di consapevolezza e professionalità. Ecco qualche consiglio se deciderai di farlo in prima persona invece che affidarti ad un’agenzia giapponese:

  • Resisti alla voglia di toglierti sassolini dalle scarpe. La tua decisione l’hai presa e ti stai allontanando, non c’è bisogno di rivangare il passato, meglio dimostrare superiorità anche nel caso in cui la reazione del capo non fosse delle migliori.
  • Stabilisci l’ultimo giorno di lavoro e formalizzalo in modo tale da essere sicuro di avere un limite temporale, si tratta di un’ accortezza utile soprattutto nel caso tu debba cominciare subito un nuovo lavoro.
  • Presenta una lettera ufficiale di dimissioni dopo aver informato dal vivo il tuo datore di lavoro. In questo modo sarà scritto nero su bianco quanto vi siete detti e soprattutto avrà una valenza ufficiale. Al suo interno saranno scritti: ultimo giorno di lavoro e informazioni utili rispetto alla tua dipartita.
  • Scegli se essere onesto e lasciare un feedback della tua esperienza, sempre senza lasciarti trascinare da eventuali stati d’animo negativi o risentimenti.

Insomma, ora sai come gestire correttamente un licenziamento da vera persona professionale quale sei, ma sai anche che esiste la concreta possibilità di ricorrere all’aiuto di agenzie nate apposta per evitarti questo momento potenzialmente difficile e imbarazzante. A quanto pare in Giappone, la seconda opzione sta decisamente andando per la maggiore.

Alessia Barra

Recent Posts

Imu 2026: chi paga tra proprietario e usufruttuario? Guida alle regole fiscali

Nel 2024, chi deve davvero pagare l’Imu su una casa in usufrutto? È una domanda…

2 ore ago

Superbonus 110%: Cassazione conferma obbligo del cappotto termico, rischio truffa e sequestro crediti

Il cappotto termico non è mai stato un optional nel Superbonus 110%. Eppure, molte persone…

7 ore ago

Ritenuta d’acconto: guida completa su funzionamento, calcolo e aliquote in Italia

Quando ricevi un compenso per un lavoro saltuario senza partita IVA, ti ritrovi spesso davanti…

24 ore ago

Udinese-Torino, commemorazione del sisma Friuli con Protezione Civile e sindaci dei comuni terremotati

Il terremoto che ha devastato il centro Italia non ha lasciato solo macerie, ma anche…

4 giorni ago

Sconto IMU 2026 per chi affitta: come ottenerlo e scadenze da ricordare

Il 16 giugno 2026 è dietro l’angolo, e con esso scatta l’obbligo per migliaia di…

4 giorni ago

Bonifico ai figli: quali causali scrivere per evitare controlli fiscali e tasse impreviste

«Ti mando i soldi per la macchina nuova» o «Ecco un aiuto per l’affitto». Dietro…

4 giorni ago