A volte nel mondo del lavoro si verificano dinamiche illecite. Vediamo come un lavoratore può difendersi dal cosiddetto licenziamento illegittimo e in quali situazioni può avvenire.
In generale, senza un vero riassetto organizzativo o un comportamento grave da parte del lavoratore, le decisioni di licenziamento sono sempre illegittime. Facciamo alcuni esempi pratici per chiarire il concetto.
Un lavoratore non può essere licenziato:
Un licenziamento è illegittimo non solo se le motivazioni non sono quelle previste dalla legge, ma anche se non vengono rispettate le procedure e le formalità stabilite.
La comunicazione delle decisioni aziendali non può avvenire in forma verbale. Anche se le ragioni del licenziamento sono valide, la comunicazione verbale rende il licenziamento illegittimo. La lettera di licenziamento deve essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, per garantire la prova di ricezione.
In alcuni casi, tuttavia, le sentenze hanno ritenuto valida la comunicazione tramite semplice email, purché sia possibile dimostrare con certezza che il messaggio è stato letto, ad esempio se è stato inoltrato ai colleghi.
A volte, il dipendente non ha avuto l’opportunità di difendersi prima che il provvedimento venisse adottato, il che costituisce una violazione delle procedure stabilite.
Un’altra situazione da considerare è il termine del rapporto di lavoro a causa di invalidità o inabilità del dipendente. Questo può essere un motivo legittimo di licenziamento, se è dimostrato che il dipendente non può essere assegnato ad altre mansioni compatibili con il suo stato di salute.
Infine, è importante sottolineare che non è permesso licenziare un lavoratore durante la malattia o in un “periodo protetto,” ovvero:
Come già accennato, il datore di lavoro deve seguire un preciso iter per comunicare la decisione di interrompere il rapporto di lavoro.
In particolare, se si tratta di una sanzione disciplinare, è necessario dare al dipendente l’opportunità di difendersi e spiegare il suo comportamento.
Riguardo al tema del licenziamento illegittimo e del risarcimento danni, la Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo limitare l’entità del risarcimento a quattro anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Con la Sentenza n. 18282, che respinge il ricorso del lavoratore, si specifica che il risarcimento deve essere limitato alla prevedibilità del danno, un criterio che valuta la probabilità del verificarsi di un danno futuro, connesso al concetto di regolarità causale.
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