Il termine per pagare la rata della rottamazione quater si sposta, e non più al 3 giugno, ma all’8 giugno. Cinque giorni in più per chi, fino a poco fa, rischiava di incorrere in sanzioni. Un piccolo, ma significativo, respiro per migliaia di contribuenti che hanno scelto di aderire alla definizione agevolata con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ma chi rientra in questa possibilità? Come funziona esattamente il pagamento? E quali sono le conseguenze se si perde anche questa nuova scadenza?
La rottamazione quater riguarda i debiti iscritti a ruolo, con la possibilità di saldarli a rate. La prima scadenza era fissata al 3 giugno 2024, ma con questa proroga arriva fino all’8 giugno il termine ultimo per pagare senza incorrere in sanzioni o interessi di mora. Attenzione: questa tolleranza non vale per qualsiasi ritardo, ma solo per i pagamenti entro il limite finale previsto dalla definizione agevolata.
In pratica, chi ha dimenticato o non ha potuto pagare entro il 3 giugno ha la possibilità di regolarizzarsi senza perdere i vantaggi previsti. Oltre l’8 giugno, però, scattano sanzioni e interessi che possono far lievitare il debito.
Le rate si possono saldare con modello F24, MAV o altri strumenti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Gli importi sono stati comunicati con le lettere di pagamento inviate ai contribuenti.
Ricordiamo che la rottamazione quater permette di estinguere i debiti fiscali iscritti a ruolo con un piano rateale e uno sconto su sanzioni e interessi. La proroga all’8 giugno vuole dare un po’ di respiro a chi ha difficoltà, aumentando la flessibilità senza rinunciare ai pagamenti.
La definizione agevolata si rivolge a chi ha debiti affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023. Possono partecipare pensionati, lavoratori autonomi, imprese e privati con tasse non pagate, contributi, interessi e sanzioni accumulati.
Non tutti i debiti però sono inclusi. Restano fuori, per esempio, tributi come IVA e IRPEF non iscritti a ruolo entro la data indicata, alcune multe e cartelle specifiche. Inoltre, non si può aderire se è già partita una procedura di riscossione forzata definitiva.
Per entrare nella rottamazione quater serve presentare domanda entro le scadenze e rispettare il calendario dei pagamenti. Saltare anche una sola rata significa perdere tutti i benefici, tornando al debito originale con interessi e sanzioni.
Il vantaggio principale è poter sistemare la propria posizione fiscale pagando meno sanzioni e interessi, dilazionando il tutto nel tempo. Un’opportunità pensata soprattutto per chi non può saldare tutto in una volta.
Le rate vanno versate tramite i canali ufficiali indicati dall’Agenzia: modello F24, MAV o sistemi elettronici. Il pagamento deve avvenire entro la scadenza o, come da proroga, entro i cinque giorni di tolleranza.
Se si supera la scadenza definitiva – cioè l’8 giugno 2024 – la rottamazione quater decade automaticamente. Significa che si perdono tutti i vantaggi e si torna a pagare l’intero debito con sanzioni e interessi.
È importante conservare le ricevute di pagamento come prova. In caso di problemi o dubbi, conviene rivolgersi subito agli sportelli di assistenza o consultare la piattaforma online dell’Agenzia.
Questa regola vale per ogni singola rata. A differenza di altre definizioni agevolate, ora la normativa è molto rigida: anche una rata mancata fa decadere l’intera definizione e apre la strada a eventuali azioni di recupero forzoso.
I cinque giorni di tolleranza fino all’8 giugno sono un margine importante, ma va preso come ultima possibilità. Non ci saranno altre proroghe. Meglio quindi organizzarsi per tempo.
Sul fronte pratico, è sempre buona norma tenere d’occhio la propria posizione tramite i servizi digitali dell’Agenzia, seguire le scadenze e controllare le comunicazioni ricevute. Solo così si evitano spiacevoli sorprese e costi extra.
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La proroga per pagare la rata della rottamazione quater mette un freno all’ansia di molti contribuenti in difficoltà. Spostare la scadenza all’8 giugno dà un’ultima chance a chi ha già aderito. Chi non la sfrutterà rischia di dover affrontare conseguenze pesanti, perdendo i vantaggi ottenuti finora.
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