Non vogliamo perdere l’occasione giusta. Parola del direttore sportivo dell’Atalanta, che segue il mercato con uno sguardo attento e misurato. A Bergamo si naviga con prudenza: niente colpi a sorpresa, ma una strategia chiara e un controllo serrato delle possibilità che si presentano. In un momento in cui ogni trattativa può trasformare i sogni in realtà o delusioni, la società preferisce evitare passi falsi. La parola d’ordine è precisione, per non compromettere le ambizioni di una squadra e di una tifoseria affamata di successi.
In questa fase, l’Atalanta guarda il mercato con calma e metodo. Le parole del ds raccontano di un approccio concreto, basato su una selezione attenta dei profili disponibili. L’obiettivo è chiaro: costruire una rosa competitiva, capace di mantenere alto il livello in campionato e in Europa. Non si tratta solo di prendere giocatori, ma di farlo senza mettere a rischio l’equilibrio finanziario e organizzativo.
L’attenzione è soprattutto sui giovani talenti con margini di crescita, in linea con la filosofia del club. Ma non mancano valutazioni su calciatori esperti, se possono dare un contributo immediato. L’Atalanta non ha fretta. Preferisce prendersi il tempo per studiare e osservare il mercato. Solo quando si presentano “occasioni” che uniscono qualità, adattamento al gioco e condizioni economiche sostenibili si passa all’azione.
Per il direttore sportivo, scegliere chi portare in squadra non è semplice. Si parte sempre da dati precisi e osservazioni sul campo, grazie al lavoro degli scout. Non si segue solo il nome più in vista o l’ultimo talento di moda, ma si punta a quei giocatori che possono inserirsi bene nello stile e nella cultura del club.
Si valutano tanti aspetti: dalla condizione fisica alle prospettive di crescita, senza dimenticare la motivazione e l’atteggiamento personale. Anche l’aspetto economico pesa, soprattutto in un mercato come quello attuale, più cauto e con budget limitati. Attraverso un confronto continuo con agenti e altre società, il ds cerca accordi chiari e vantaggiosi.
Il dialogo con l’allenatore è costante. L’intesa tra dirigenza e staff tecnico è fondamentale per definire il profilo giusto, evitare errori e garantire un inserimento più rapido del nuovo arrivato. Così ogni operazione diventa parte di un progetto più ampio e pensato.
Il ds dell’Atalanta si muove in un mercato ancora complicato e spesso imprevedibile. La crisi economica globale, i vincoli finanziari e la concorrenza serrata, sia in Italia che all’estero, rendono ogni trattativa un equilibrio delicato.
La sfida è mantenere la sostenibilità senza rinunciare a qualità e competitività. L’Atalanta ci prova con una gestione oculata, puntando a operazioni che rispettino il bilancio ma migliorino la squadra. Per questo si investe molto nel settore giovanile, vero serbatoio di risorse e talenti.
Serve un mercato “circolare”, basato anche su cessioni mirate. Solo così si può finanziare l’arrivo di nuovi calciatori senza mettere a rischio la stabilità economica. Nel 2024, anno segnato da nuove dinamiche nel calcio, il lavoro del ds e del suo staff diventa ancora più decisivo per il futuro del club bergamasco.
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