Dal 2026, niente più montagne di scontrini cartacei da conservare per le spese mediche. Finalmente, si cambia rotta: l’Agenzia delle Entrate non richiederà più ogni singolo pezzo di carta della farmacia. Ma non è una liberazione totale. Ci sono regole precise da rispettare, documenti specifici da tenere a portata di mano, soprattutto se scattano i controlli. Un cambiamento pensato per semplificare, certo, ma che lascia ancora qualche incertezza, soprattutto a chi non è avvezzo alle nuove procedure digitali.
Addio agli scontrini cartacei? Ecco come cambia la cosa dal 2026
Dal primo gennaio 2026 cambiano le regole per conservare gli scontrini delle farmacie. Se si usa la Tessera Sanitaria per fare acquisti di farmaci o dispositivi medici, non serve più conservare lo scontrino cartaceo. Questo perché i dati vengono registrati automaticamente e trasmessi all’Agenzia delle Entrate attraverso il sistema Tessera Sanitaria. Insomma, le spese diventano tracciate in modo digitale e si elimina la necessità di conservare la ricevuta fisica.
Il vantaggio è evidente: niente più paura di perdere lo scontrino o di accumulare montagne di carta. Però, il trucco sta nell’usare sempre la tessera sanitaria al momento dell’acquisto. Se non si fa così, lo scontrino cartaceo resta l’unico documento valido e deve essere conservato per almeno cinque anni, il tempo in cui possono arrivare i controlli fiscali.
Quali documenti tenere per non avere guai con il fisco
La nuova norma non significa che si possa buttare tutto. Anche se lo scontrino cartaceo non serve più quando si usa la tessera sanitaria, bisogna comunque conservare altri documenti. Per esempio, fatture o ricevute fiscali per visite specialistiche, analisi, ricoveri o interventi chirurgici vanno tenute perché non sempre vengono tracciate automaticamente.
Importante anche conservare le quietanze di pagamento, soprattutto se si paga con carta o bonifico. Questi documenti possono essere richiesti in caso di controlli per verificare che la spesa sia reale e legittima. Per dispositivi medici o protesi costose, serve la fattura dettagliata per dimostrare la spesa.
Chi acquista in strutture private non convenzionate non può contare sulla trasmissione digitale automatica: in questo caso scontrini e fatture cartacei sono indispensabili e vanno conservati con cura.
Più controlli, più trasparenza: cosa cambia per il fisco nel 2026
Con il sistema digitale della Tessera Sanitaria, l’Agenzia delle Entrate vuole mettere un freno all’evasione fiscale e rendere più trasparenti le detrazioni sulle spese mediche. I dati arrivano subito agli uffici fiscali, che possono così fare i controlli più velocemente.
Ma non illudiamoci: i controlli restano e chi non ha documenti in regola rischia contestazioni. Se arrivano richieste di chiarimenti, bisogna dimostrare con prove solide le spese sostenute. Quindi, anche senza lo scontrino cartaceo per tutte le spese farmaceutiche, è fondamentale conservare con cura tutti gli altri documenti fiscali.
La cautela è d’obbligo soprattutto per chi ha spese sanitarie frequenti o di importo elevato. In questi casi il rischio di controlli sale e avere tutta la documentazione in ordine può fare la differenza. Il passaggio al digitale semplifica, ma non elimina del tutto l’impegno di rispettare le regole e tenere tutto in ordine.
