Sono 150 i Comuni italiani che hanno già dato l’ok alla rottamazione quinquies per il 2024. Per chi ha debiti con il proprio Comune, potrebbe essere l’ultima chiamata per chiudere i conti senza sanzioni né interessi di mora. I tributi coinvolti sono diversi, dalla TARI all’IMU, e la finestra per presentare domanda sta per chiudersi. Se non si agisce in fretta, si rischia di perdere questa possibilità. Ecco chi può partecipare e cosa fare, senza giri di parole.
Chi sono i Comuni che hanno aderito alla rottamazione quinquies
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato l’elenco aggiornato dei Comuni che hanno scelto di aderire alla rottamazione quinquies nel 2024. Si tratta di centinaia di enti, sparsi in tutta Italia, dai piccoli paesi alle grandi città. L’adesione è sempre una scelta volontaria: ogni Comune decide autonomamente se offrire ai propri cittadini questa possibilità, tramite una delibera trasmessa all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Nella lista si trovano Comuni che consentono di estinguere, con condizioni agevolate, diverse tipologie di tributi. Chi ha debiti consistenti può quindi controllare se il proprio Comune ha dato il via libera alla rottamazione quinquies. Inoltre, per ogni Comune si possono consultare i dettagli su dove e come presentare la domanda, dato che le modalità variano da un ente all’altro.
È fondamentale, prima di tutto, verificare se il proprio Comune è nella lista dei partecipanti: se non c’è, purtroppo non si potrà utilizzare questa procedura.
Quali tributi si possono pagare con la rottamazione quinquies
La rottamazione quinquies riguarda principalmente tributi locali e altri debiti con i Comuni. Tra i più comuni ci sono IMU, TASI, TARI e altri tributi speciali o addizionali che ogni Comune può prevedere. Sono inclusi anche gli importi derivanti da sanzioni amministrative legate a queste imposte, purché risultino iscritti a ruolo tramite cartella esattoriale.
Sono comprese anche multe e sanzioni fiscali emesse dall’ente comunale, sempre che siano state iscritte a ruolo entro i termini stabiliti dalla legge. Non rientrano invece tasse di natura statale o regionale, a meno che il Comune non abbia stipulato apposite convenzioni.
La rottamazione consente di cancellare o ridurre sensibilmente interessi e sanzioni, lasciando al contribuente da pagare solo il capitale originario, a patto di rispettare scadenze e modalità indicate dal Comune e dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Per sapere esattamente quali tributi si possono estinguere, è necessario consultare le informazioni ufficiali o rivolgersi agli sportelli comunali, perché ogni Comune può avere regole diverse.
Scadenze e come presentare la domanda
La scadenza per inviare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies è un punto cruciale. Nella maggior parte dei Comuni, il termine è fissato entro la fine di giugno 2024, ma alcune amministrazioni possono avere date diverse, più anticipate o con eventuali proroghe.
Le modalità per presentare la domanda cambiano da Comune a Comune. In molti casi si può fare online, tramite portali dedicati, mentre in altri bisogna consegnare la richiesta in formato cartaceo agli uffici tributi o agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È indispensabile attenersi alle istruzioni ufficiali per evitare che la domanda venga respinta.
In genere, insieme alla domanda bisogna allegare il modulo compilato, una copia di un documento d’identità valido e, se serve, una delega se si agisce per conto di un’altra persona. Alcuni Comuni richiedono anche di indicare con precisione le cartelle o le posizioni debitorie da sanare.
Dopo aver presentato la domanda, il Comune o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione verificano la pratica e comunicano al contribuente l’esito, con le istruzioni per il pagamento. Di solito vengono emessi bollettini o avvisi con le somme da saldare entro le scadenze stabilite.
Chi non rispetta i termini o riceve un esito negativo non potrà più usufruire della rottamazione e dovrà affrontare le normali procedure di riscossione, con tutte le spese aggiuntive. Per questo è importante muoversi con anticipo e seguire bene le scadenze indicate dal proprio Comune.
In ogni caso, questa rottamazione rappresenta un’opportunità concreta per chi ha debiti con il Comune: permette di evitare costi extra e di regolarizzare la propria posizione a condizioni più favorevoli.
