A partire dal 2027, il prezzo di un pacchetto di sigarette non sarà più lo stesso. Le accise, quelle tasse che incidono direttamente sul costo finale, aumenteranno non solo per le sigarette tradizionali, ma anche per le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. Non si tratta di un rincaro uguale per tutti: dipenderà dal tipo di prodotto, dalla fascia di prezzo e dalle strategie adottate dai produttori. Questo nuovo aumento non passerà inosservato: spingerà i consumatori a rivedere le proprie abitudini e metterà sotto pressione un mercato già in evoluzione. Chi lavora nel settore dovrà fare i conti con una realtà fiscale che cambia, modificando dinamiche e numeri. Il 2027 segna, quindi, un punto di svolta, con effetti che vanno ben oltre il semplice prezzo del pacchetto.
Accise in aumento dal 2027: cosa cambia per sigarette e tabacchi
Dal primo gennaio 2027 l’Italia alzerà le accise su sigarette e tabacchi lavorati. Si tratta di una mossa che fa parte della politica fiscale volta a scoraggiare il consumo di tabacco e a rispettare gli impegni internazionali per la salute pubblica. L’aumento sarà significativo: in media si parla di un +10% rispetto ai livelli del 2026.
Non solo sigarette classiche: anche i tabacchi trinciati, quelli usati per rollare o per pipa, vedranno una revisione delle tasse per allinearle meglio al mercato attuale. Interessante è il riallineamento delle accise per i tabacchi lavorati a mano, che dopo anni di trattamento speciale si uniformeranno agli standard nazionali. Questi aggiustamenti puntano a rendere più omogeneo il carico fiscale e a spingere verso una riduzione dei consumi.
Un dettaglio importante riguarda il fatto che il fisco colpirà in modo più deciso i prodotti a basso costo, un segmento che ha guadagnato terreno negli ultimi anni. L’obiettivo è ridurre la forbice di prezzo e scoraggiare la scelta di prodotti meno tassati, spesso associati a qualità e sicurezza inferiori. In termini pratici, il prezzo al pubblico di un pacchetto salirà mediamente di uno o due euro, a seconda della marca e della fascia di prodotto.
Quanto peseranno gli aumenti sul prezzo finale?
L’aumento delle accise si tradurrà in rincari variabili per il consumatore finale, che dipenderanno dalla catena di distribuzione e dalle strategie commerciali adottate. Le stime più attendibili indicano che i pacchetti di fascia media vedranno un aumento tra 1,10 e 1,80 euro per confezione da 20 sigarette. I prodotti di fascia alta subiranno aumenti più contenuti in valore assoluto, ma comunque rilevanti in percentuale.
Questo aumento non farà distinzione tra uomini e donne, anche se alcuni studi mostrano che i comportamenti di acquisto potrebbero cambiare in modo diverso tra i due generi. Ad esempio, una parte delle donne, più sensibili al prezzo, potrebbe orientarsi verso prodotti alternativi o ridurre il consumo. Tra gli uomini fumatori, invece, la maggioranza dovrebbe mantenere le proprie abitudini, anche se con possibili cali nei volumi.
I tabacchi da pipa e quelli trinciati subiranno aumenti piuttosto netti, in parte perché la tassazione si allineerà finalmente a quella delle sigarette. Anche chi usa tabacchi da rollare dovrà mettere mano al portafoglio, con rincari proporzionati al peso e alla confezione. Questi cambiamenti segneranno un nuovo equilibrio nel mercato, con conseguenze sulle vendite e sulle strategie promozionali.
E-cigarette e tabacco riscaldato: cosa cambia nel 2027
Anche il mondo delle alternative al fumo tradizionale, come le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato, vedrà una stretta fiscale. Finora questi prodotti godevano di un regime più leggero, in parte giustificato dalla minore nocività rispetto al fumo classico, ma dal 2027 anche loro dovranno fare i conti con imposte più alte.
Gli aumenti riguarderanno soprattutto le ricariche per e-cigarette e i dispositivi per tabacco riscaldato, comprimendo i margini di rivenditori e produttori. Le nuove aliquote saranno calcolate in base al peso del tabacco o alla quantità di liquido aromatizzato, rendendo più complesso il calcolo del prezzo finale, ma con l’obiettivo chiaro di equiparare la tassazione a quella degli altri prodotti. Dal lato della domanda, si prevede una frenata nella crescita di questi segmenti, che fino a oggi erano tra le poche alternative in espansione.
L’industria del tabacco riscaldato, molto attiva in Italia, dovrà rivedere le proprie strategie di prezzo e investimento. I consumatori, con i costi in aumento, saranno spinti a valutare meglio se il gioco vale la candela. Se da un lato la tassazione più uniforme potrebbe rendere meno svantaggiosi i pacchetti tradizionali, dall’altro rischia di rallentare l’adozione di tecnologie nuove, spesso considerate meno dannose per la salute pubblica.
Queste novità arrivano dopo anni di confronti e studi, e riflettono gli equilibri tra salute pubblica e bilancio statale. Si apre un mercato in movimento, con tante incognite legate a come reagiranno consumatori, produttori e venditori.
—
L’aumento delle accise nel 2027 colpirà duramente tutti i prodotti del tabacco, stravolgendo i prezzi e influenzando le scelte dei consumatori. La spinta verso una tassazione più severa e uniforme tocca ogni segmento e complica le strategie di un settore in costante evoluzione. Gli effetti sul mercato, prevedibili solo in parte, emergeranno nel tempo e segneranno una svolta importante nel panorama italiano del tabacco.
