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Farmaci da banco e dispositivi medici: guida completa alle detrazioni fiscali 2024

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Redazione

Hai presente quando esci dalla farmacia con uno scontrino chilometrico e ti chiedi: “Ma quanto di tutto questo posso davvero detrarre dalle tasse?” Non è una questione banale. Non tutto quel che compri può finire in dichiarazione, e fare confusione può costare caro. Conoscere esattamente quali spese farmaceutiche si possono scaricare, invece, ti salva da errori e, soprattutto, da spiacevoli controlli del Fisco.

Farmaci o parafarmaci: cosa si può davvero detrarre

In farmacia si trovano due categorie principali: i farmaci veri e propri e i parafarmaci, cioè quei prodotti che non servono con la ricetta. I farmaci, prescrizione o meno, sono sempre detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi. Ma per gli altri prodotti la situazione è diversa. Integratori, cosmetici, prodotti per l’igiene e simili quasi mai rientrano nella detrazione.

Il criterio è semplice: il prodotto deve avere una funzione terapeutica. Per essere detraibile, deve provenire da una prescrizione medica o essere riconosciuto dal Ministero della Salute come medicinale. Insomma, solo quello che serve a curare una malattia può essere scaricato dalle tasse.

Conservare bene scontrini e documenti per non perdere la detrazione

Per ottenere lo sconto fiscale bisogna fare attenzione a conservare gli scontrini “parlanti”. Questi devono riportare chiaramente il nome del farmaco, la dose, la quantità e il codice fiscale dell’acquirente. Solo così l’Agenzia delle Entrate prende in considerazione la spesa.

Uno scontrino generico, dove c’è solo il prezzo ma non il nome del prodotto, non serve a niente. Se possibile, è meglio tenere anche la ricetta medica, che fa da garanzia in caso di controlli.

Prodotti in farmacia che non si possono detrarre

Nella stessa farmacia dove si comprano i medicinali, si trovano anche prodotti che non si possono scaricare. Shampoo, creme, prodotti per il bagno, integratori alimentari e dispositivi medici senza prescrizione non danno diritto alla detrazione.

In più, alcuni dispositivi medici acquistati senza ricetta non si possono detrarre, a meno che non siano indispensabili per patologie certificate. La legge vuole limitare la detrazione solo alle spese per la cura di malattie documentate.

Come funziona la detrazione del 19% in dichiarazione

La detrazione del 19% riguarda soprattutto i farmaci comprati in farmacia, con o senza ricetta. Questa percentuale si calcola sulla spesa effettiva e viene sottratta dall’imposta lorda da pagare.

Per ottenerla, bisogna indicare la spesa nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche, allegando i documenti giusti. È importante dichiarare solo le spese corrette, altrimenti si rischiano sanzioni o la perdita del beneficio.

Controlli e rischi: come evitare errori nella detrazione

L’Agenzia delle Entrate controlla le spese dichiarate e verifica che siano vere. Se ci sono errori, come indicare prodotti non detraibili o documenti incompleti, si può perdere la detrazione.

Per questo conviene sempre conservare ricevute dettagliate e ricette mediche, quando si possono avere. Solo così si ha una prova solida e si evitano problemi con il Fisco.

In breve, gestire con attenzione gli acquisti in farmacia è la chiave per sfruttare bene la detrazione del 19% senza brutte sorprese.

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