Carbon offset, cosa sono e quali sono i benefici

I carbon offset sono una pratica sempre più diffusa nel mondo industriale, che incontra tuttavia molte criticheda parte degli ambientalisti. Proviamo a capirci qualcosa di più.

Il tema dell’abbattimento delle emissioni di CO2 e gas serra è all’ordine del giorno. Se ne parla ormai da anni senza, però, che si sia riusciti a trovare una soluzione che, in qualche modo, riesca a mettere d’accordo tutti. Negli ultimi tempi si è fatta strada, in questo senso, una pratica che, pur non ancora particolarmente diffusa in Italia, sembra aver preso piede in altri Stati. È il carbon offset. Vediamo in cosa consiste.

Le azioni per compensare le emissioni di CO2

Come funziona questo nuovo sistema? In sostanza, si realizza attraverso l’acquisto di crediti di carbonio, dove 1 credito di carbonio corrisponde a 1 tonnellata di CO2 assorbita o evitata dal progetto. A utilizzarlo possono essere sia gli Stati sia le singole aziende. Per esempio, spiega Geopop, se un Paese che produce petrolio o gas emettendo tot tonnellate di anidride carbonica può pagare un altro paese per piantare alberi che rimuovano esattamente lo stesso ammontare di carbonio dall’atmosfera neutralizzando gli effetti delle sue attività. Il sistema dei carbon offset prende spunto da quello dei cosiddetti “permessi inquinanti” che regolano il funzionamento di imprese e industrie che producono molta CO2. Le attività possono essere le più disparate. Si va dalla più semplice piantumazione di alberi, fino a investimenti in energie rinnovabili.

Inquinamento
Immagine | Unsplash @Jas Min – Informagiovanirieti.it

L’obiettivo è spingere le imprese ad accelerare le riduzioni interne di anidride carbonica, comprese le emissioni della catena di fornitura, aprendole a nuovi investimenti e innovativi modelli di business a basse emissioni di carbonio. Di certo, i carbon offset hanno creato un mercato miliardario che appare destinato a crescere ancora. Basti pensare che, per esempio, a novembre, gli Emirati Arabi Uniti hanno pagato 1,5 miliardi di dollari per acquisire i diritti di tutela su circa il 20% del patrimonio boschivo dello Zimbabwe. Un’operazione che ha, di fatto, accontentato entrambe le parti, ma che apre a numerose riflessioni.

Le critiche al sistema dei carbon offset

Come dicevamo, questo nuovo sistema non è particolarmente apprezzato dagli ambientalisti e non solo. Ci sono, infatti, numerose criticità legate alla gestione dei carbon offset. In primis, c’è la difficoltà di misurare il reale impatto delle azioni di rimedio alle emissioni. È, infatti, molto complesso capire quanto incidano realmente, chessò, degli alberi piantumati. Per questo motivo sul tema sono già al lavoro istituzioni internazionali. L’obiettivo è quello di creare regolamenti che valgano per tutto il mondo e che regolino questo genere di attività.

Un altro aspetto da non sottovalutare è quello etico, che si declina in due diverse direzioni. Da un lato, c’è il rischio che questo tipo di gestione delle emissioni in qualche modo incoraggi a inquinare. La possibilità di avere una via d’uscita per certi versi facile non è certo un deterrente per ridurre le emissioni. C’è poi l’aspetto legato alla sovranità ambientale dei singoli Stati. Vero è che fino ad ora queste azioni sono risultate convenienti per entrambi i Paesi coinvolti. Allo stesso tempo, c’è il rischio che il Paese più povero perda il controllo su alcune porzioni del suo territorio.

 

 

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