Permessi retribuiti, tutto quel che bisogna sapere

Lavoratrici e lavoratori dipendenti, pubblici e privati, hanno diritto ad astenersi dal lavoro: si tratta dei permessi retribuiti o permessi Rol

Tra gli strumenti a disposizione dei lavoratori subordinati per giustificare l’assenza dal lavoro in caso di bisogno ci sono i cosiddetti permessi Rol.

Tali permessi, dove Rol sta per “riduzione dell’orario di lavoro” costituiscono uno strumento di fonte contrattuale. Ciò significa che non è la legge e stabilirne le modalità di esercizio, bensì la contrattazione di primo livello.

Il totale dei permessi Rol che spettano al lavoratore, come pure le regole per la maturazione, sono definite quindi dai contratti collettivi nazionali.

Quando sono nati i permessi retribuiti e sono obbligatori?

Nel dettaglio, è stato il primo accordo triangolare, il cosiddetto Protocollo Scotti, sottoscritto il 22 gennaio del 1983 tra Governo e parti sociali ad attribuire alla contrattazione collettiva la possibilità di riconoscere una riduzione dell’orario di lavoro, su base annua, per i lavoratori dipendenti di ogni settore.

Permessi retribuiti, tutto quello che c'è da sapere
Permessi retribuiti, tutto quello che c’è da sapere – Pexels @Jess Bailey Designs – Informagiovanirieti.it

 

Dopodiché i singoli contratti collettivi nazionali di lavoro sono intervenuti introducendo i cosiddetti Rol, permessi retribuiti che il lavoratore matura nel corso dell’anno.

Il vantaggio di tali permessi sta nel fatto che oltre a giustificare l’assenza (non comportando così alcun rischio di perdere il posto di lavoro) mantengono il diritto alla retribuzione, in quanto solitamente sono pienamente retribuiti.

Tenuto conto del fatto che si tratta di uno strumento di fonte contrattuale, è complicato rispondere alle domande dei lavoratori, come per esempio quanti giorni spettano o la data entro cui se ne deve usufruire. Non solo, infatti, le regole per i Rol cambiano a seconda del Ccnl di riferimento: in alcuni contratti di lavoro le norme differiscono anche in base all’inquadramento e alle mansioni del dipendente.

Per rispondere ai dubbi che riguardano ogni singola situazione, quindi, bisogna consultare il contratto collettivo del settore di appartenenza.

Iniziamo con il chiarire che i Rol non sono obbligatori. Non necessariamente, dunque, un contratto collettivo deve prevedere tale strumento.

D’altronde, la nota ministeriale n. 8489 del 27 giugno 2007 precisa che “il mancato rispetto degli accordi così stabiliti non contempla alcuna ipotesi sanzionatoria, né penale né amministrativa”.

Tuttavia, qualora il Ccnl li preveda, allora il datore di lavoro non potrà esimersi dal garantirne il diritto ai propri dipendente, nel rispetto delle regole dettate dallo stesso contratto.

I Rol – acronimo di riduzione orario di lavoro – sono dunque dei permessi che maturano ogni mese e di cui il lavoratore ha diritto in caso di necessità con il vantaggio di non perdere la retribuzione.

Come anticipato, è il Ccnl di riferimento a determinare la quantità di permessi ai quali ha diritto il lavoratore ogni anno in misura variabile a seconda dell’inquadramento e delle mansioni del lavoratore dipendente. Non è detto, dunque, che voi abbiate diritto allo stesso numero di Rol dei vostri colleghi.

È il Ccnl applicato anche a disciplinare le modalità di maturazione: quindi per sapere quante ore di permesso retribuito maturate solitamente ogni mese dovete consultare il vostro contratto.

I Rol spettano sia ai dipendenti con contratto a tempo determinato che indeterminato, ma solo se impiegati full time (quindi per 8 ore al giorno).

Prendiamo come esempio il Ccnl Terziario: nell’articolo 140 viene stabilito che il dipendente ha diritto a 56 ore di permesso ogni anno – se impiegato in un’azienda con un massimo di 15 dipendenti – che aumentano a 72 ore annuali per le aziende con più di 15 dipendenti.

Nel caso del Ccnl commercio, invece, i dipendenti hanno diritto a 72 ore di permessi retribuiti Rol (con l’aggiunta di 32 ore annue per le ex festività soppresse). Tuttavia, si tiene conto della anzianità di servizio: l’accordo, infatti, stabilisce che nei primi due anni di assunzione i Rol non spettano, mentre se ne ha diritto, ma in misura parziale, nel terzo e quarto anno. Solamente dal quinto, invece, si ha diritto al monte ore completo.

I Rol a disposizione sono indicati in busta paga, e solitamente vengono conteggiati in ore. Bisogna consultare la busta paga, dunque, se si vogliono avere informazioni sui permessi maturati fino al mese di riferimento, come pure su quelli eventualmente già “goduti”.

Ci sono due diverse modalità di utilizzo dei Rol:

  • la prima riconosce al dipendente la possibilità di fruirne individualmente – in base al numero di permessi maturati – sia in modalità giornaliera che oraria. Si può prendere dunque un intero giorno di permesso, oppure astenersi solamente per qualche ora;
  • la seconda è il caso in cui l’azienda preveda una fruizione collettiva dei Rol; in questo caso la riduzione dell’orario riguarda tutti i lavoratori, o comunque quelli impiegati in un determinato settore dell’azienda.

Va detto, però, che negli anni si è affermata la prassi per cui il datore di lavoro non è obbligato a concedere il giorno di permesso qualora il dipendente non abbia ancora maturato la quantità di Rol necessaria.

La maturazione dei Rol avviene con le stesse modalità delle ferie, ossia in ratei mensili (a seconda di quanto previsto dal Ccnl di riferimento). Ogni mese quindi il lavoratore matura un determinato monte ore di Rol dei quali può usufruire a partire dal mese successivo.

Quando il dipendente usufruisce individualmente del Rol il datore di lavoro deve darne comunicazione segnalando il permesso sul libro paga, indicandone la natura.

Come anticipato, i Rol hanno una scadenza. Solitamente questi permessi scadono dopo 12 o 24 mesi dalla loro maturazione, e decorso questo termine il lavoratore non può più beneficiarne. Tuttavia i singoli Ccnl possono prevedere delle scadenze differenti, quindi è opportuno leggere attentamente il contratto a cui si fa riferimento.

Ciò non significa che i Rol vengano persi: infatti il datore di lavoro ha l’obbligo di pagare i Rol non goduti nella busta paga successiva alla scadenza (come previsto dalla maggior parte dei Ccnl).

Ad esempio, molti contratti collettivi fissano la scadenza dei Rol al 31 dicembre dell’anno di maturazione, altri al 30 giugno di quello successivo; dalla scadenza prevista, dunque, dipende la data di pagamento di eventuali permessi non goduti.

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